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Il fenomeno degli strumenti derivati
Si profila un’altra ondata di cause.  Stavolta parliamo di  derivati.  Secondo le ultime stime della Banca d'Italia c'è un esercito di quasi 40 mila piccole e medie imprese con l'acqua alla gola.  Per  il semplice motivo di aver «frainteso» ciò che la propria banca gli ha proposto e venduto oltre il fido od il contratto di leasing.   I derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende da attività sottostanti come tassi, valute, indici di Borsa, ma anche merci. Gli swap (scambio) sono derivati che prevedono una scommessa con la banca e possono servire per coprirsi dal caro-tassi. Un'azienda, per esempio, che ha acceso un finanziamento a tasso variabile,  teme che i tassi salgano. In teoria il cliente ci guadagnerà se i tassi saranno superiori a quello stabilito e ci perderà se si attesteranno sotto quella soglia. I problemi dei derivati però sono la loro complessità e i costi (impliciti) dei quali il cliente non riesce ad avere evidenza e di cui se ne accorgerà solo in seguito.  Le variabili alla base dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono avere diversa natura (possono essere un'azione, un'obbligazione), un indice, una commodity come il petrolio o anche un altro derivato.  Nel grande universo dei derivati vi sono  le opzioni ed i futures che conferiscono la facoltà di comprare o vendere a una data e ad un prezzo determinati.

 I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati ma soprattutto lo sono all'over the counter, ossia mercati alternativi alle borse vere e proprie creati da istituzioni finanziarie. Tali mercati di solito non sono regolamentati.  Molti imprenditori che pensavano di aver stipulato un contratto per coprirsi dalla crescita dei tassi si sono trovati ancora a perdere. Apparentemente senza motivo.  Infatti il «trucco» stava nell'aver sottoscritto un prodotto che aveva delle barriere di attivazione spiega il Sole 24 Ore.  Strumenti finanziari esotici che attivano l'effetto positivo del contratto e rendono efficace la copertura solo al verificarsi di una certa condizione. Per le 40 mila PMI  che la Banca d'Italia, come si diceva, ha scoperto essere in rosso per un totale di oltre 4 miliardi di euro l’unica strada è quella della via giudiziaria ed incrociare le dita.  Come al solito Assorisparmiatori starà al loro fianco.
 
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l’unica associazione dei risparmiatori che nel 2003 ha organizzato cause collettive per gli obbligazionisti Cirio;