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Il Giusto Investimento

 

Roma, 16 marzo 2011 - Impariamo ad investire.

Ogni risparmiatore ha degli obiettivi finanziari che derivano dalle proprie esigenze e preferenze in materia di investimenti. Un’attenta definizione degli obiettivi ci consente di stabilire quando avremo bisogno del denaro investito e il livello dei rendimenti attesi, ovviamente in relazione al rischio che siamo disposti ad assumerci.  

Dagli obiettivi personali dipendono, quindi, l'orizzonte temporale, la propensione al rischio e le aspettative di rendimento. Questi elementi definiscono il profilo finanziario del risparmiatore. L'orizzonte temporale è il periodo di tempo per il quale intendiamo rinunciare alle nostre disponibilità finanziarie per investirle. Esso dipende dalle situazioni soggettive. L'orizzonte temporale dipende anche dall'età del risparmiatore. Se l'orizzonte temporale è di breve periodo è bene che l'investimento sia a basso rischio e, quindi, tenda soprattutto a conservare il capitale: il breve periodo temporale, infatti, non ci consentirebbe di recuperare eventuali perdite. Al contrario, in un’ottica di lungo periodo è possibile, ammesso che la nostra propensione al rischio lo consenta, accettare rischi maggiori per conseguire maggiori guadagni: il lungo orizzonte temporale rende, infatti, possibile compensare eventuali perdite dovute ad andamenti negativi dei mercati. La propensione al rischio rappresenta la disponibilità a sopportare oneri patrimoniali dovuti all'andamento negativo del mercato: quanto più siamo propensi al rischio, tanto più dobbiamo essere disposti ad accettare che l'investimento consegua  la perdita del capitale.  Quindi, nella scelta dell’investimento, dobbiamo concretamente determinare la nostra tolleranza al rischio, quantificando la percentuale del patrimonio investito che siamo disposti a perdere in un determinato periodo di tempo se le nostre prospettive di guadagno non si realizzeranno. Quanto più tolleriamo il rischio, tanto più possiamo scegliere investimenti il cui valore può subire forti oscillazioni, come ad esempio i titoli azionari. Se, invece, soffriamo al solo pensiero di vedere diminuire il nostro patrimonio, allora sono preferibili investimenti più tranquilli, come, ad esempio, i titoli di Stato a breve scadenza (ovviamente emessi da Stati affidabili). A riguardo però dobbiamo tener presene che il paradigma che voleva l’investimento in azioni ad alto rischio e le obbligazioni a basso rischio non sempre è corretto come  hanno insegnato famosi fallimenti di società emittenti, appunto, prestiti obbligazionari. E’, quindi, importante accertare il rating della società che abbiamo preso di mira per l’investimento.  E, comunque, per l’investimento azionario propendere per società che distribuiscano utili e che abbiano un rapporto dividendo/prezzo (vedere apposita colonna delle quotazioni sul quotidiano “Il Sole 24 Ore”), più favorevole (alto).  Per l’investimento in obbligazioni, invece, tener presente il rendimento, in relazione al sopraprezzo pagato, e comunque, in qualche modo, informarsi sul livello di indebitamento della società, soprattutto se questa ha costituito per l’emissione un veicolo (societario) all’estero: la nostra legislazione, infatti, è molto più rigida circa i livelli di emissione del prestito obbligazionario, in quanto tiene conto del patrimonio della società stessa:  d’altra parte esso  funge da garanzia alla restituzione del prestito stesso. Mentre le azioni sono sempre quotate in mercati regolamentati, per  le obbligazioni è invalso l’uso che esse siano tratte in mercati cosiddetti OTC, ovvero in  sistemi multilaterali di negoziazione, che spesso sono gestiti dalle stesse banche che propongono l’investimento ovvero che si sono impegnate a rendere liquido il mercato.Occorre sapere che si tratta di mercati non regolamentati, ossia che sfuggono (in quanto non previsto) ai controlli della Consob, spesso meno trasparenti e, quindi,  possibili forieri di maggior rischio.Si deve tener presente che spesso controparte dell’investimento è la banca o l’intermediario finanziario che ha l’obiettivo (legittimo) di guadagnare ma che è esattamente contrario al vostro. Ciò vale anche per gli investimenti in strumenti cosiddetti strutturati (derivato, opzioni, covered ecc.): l’emittente colloca sia strumenti “call”,  sia strumenti “put” , in questo modo guadagna sempre sia quando le quotazione sono al rialzo sia quando sono al ribasso,  e può financo intervenire sul mercato.  Le aspettative di rendimento, infine, devono essere realistiche: non si può "pretendere la luna" e bisogna sempre considerare che i rendimenti di molti investimenti dipendono dall'andamento dei mercati finanziari, che può variare repentinamente, interrompendo prolungati periodi positivi. E,  soprattutto, si deve essere consapevoli che a maggiori rendimenti corrispondono maggiori rischi.Per investire in prodotti finanziari, specie se complessi, è bene essere informati. Le informazioni in materia finanziaria si assumono come per qualsiasi altra materia: leggendo giornali, riviste, libri, ascoltando trasmissioni radio e televisive, parlando con persone più esperte di noi e navigando su internet. Siccome, però, in questa materia l’informazione è particolarmente importante, è previsto che ci debbano essere obbligatoriamente consegnati dei documenti come, ad esempio, il prospetto informativo o gli stessi contratti da firmare. Dovrebbe essere inutile sottolineare l’assoluta importanza di leggere attentamente questa documentazione. Purtroppo, però, a volte capita di leggerla solo dopo, per scoprire troppo tardi che era meglio non acquistare quel prodotto.Nel nostro Paese gli intermediari (banche, imprese di investimento ecc.) devono essere autorizzati a norma di legge, e questo costituisce un'importante tutela per i risparmiatori. L'autorizzazione, infatti, viene rilasciata solo in presenza dei requisiti richiesti e gli intermediari autorizzati sono costantemente vigilati. Se qualcuno ci propone un servizio o un’attività di investimento, occorre verificare che sia un soggetto autorizzato. Verificare non è difficile: internet ci consente di accedere direttamente alle informazioni possedute dalle autorità di vigilanza; altrimenti possiamo contattare le autorità stesse con i mezzi tradizionali. I soggetti abilitati operano normalmente presso le loro sedi e dipendenze, dove il risparmiatore si reca per effettuare investimenti. A volte, però, la promozione ed il collocamento di servizi di investimento o prodotti finanziari vengono svolti "fuori sede" e quindi anche presso il domicilio del risparmiatore. Ricordiamoci che per le offerte fuori sede abbiamo 7 giorni di tempo dalla sottoscrizione per esercitare la facoltà di ripensamento (detta anche di recesso) e recedere dal contratto senza spese. Questa facoltà si applica solamente al collocamento di strumenti finanziari e al servizio di gestione individuale di portafogli. I soggetti abilitati (Banche, SIM, SGR ecc.)  si avvalgano di promotori finanziari, iscritti, dopo aver superato un esame, in un albo tenuto dalla Consob e consultabile sul suo sito, sezione "Intermediari", dove il risparmiatore può verificare l'effettiva iscrizione del promotore. Il promotore deve sempre rilasciare copia al cliente dei documenti e degli atti da questo sottoscritti.Queste regole si applicano anche alle sottoscrizioni presso i cosiddetti "negozi finanziari". Si tratta, generalmente, degli uffici dei promotori finanziari, strutture dove questi si "appoggiano" per svolgere la propria attività. Se nonostante la lettura dei documenti disponibili e le informazioni assunte non si comprendono la natura, le caratteristiche e i rischi di un investimento, è meglio non investire. Soprattutto se si tratta di prodotti particolarmente complessi. Esistono sul mercato molti prodotti caratterizzati da una struttura complessa, spesso con denominazioni fantasiose e con profili di rischio/rendimento difficili da comprendere. Esistono dei prodotti oggettivamente più rischiosi di altri. E' bene quindi: - considerare con estrema attenzione l'acquisto di titoli non quotati su mercati regolamentati: per questi titoli è difficile verificare il prezzo di mercato e potrebbe essere non facile e penalizzante la loro vendita. E' possibile verificare, almeno per le società italiane, se gli strumenti finanziari che si intende acquistare sono nell'elenco dei titoli quotati sulle pagine economiche dei principali quotidiani, oltre che sul sito  www.borsaitaliana.it e su altri siti internet specializzati; - valutare sempre molto attentamente l'acquisto di strumenti derivati  (future, swap, contratti a termine, opzioni), obbligazioni strutturate e covered warrant; - essere molto cauti nel valutare proposte che coinvolgono intermediari, società o titoli di Paesi "esotici" o "paradisi fiscali".Dobbiamo diffidare di proposte di investimento che assicurano un rendimento molto alto e non in linea con quelli di mercato o "a rischio zero". Alla promessa di alti rendimenti corrispondono di regola rischi molto elevati o, in alcuni casi, addirittura tentativi di truffa. Diffidiamo anche delle proposte di investimento vaghe e generiche, per le quali non sono dettagliatamente illustrate le modalità di impiego dei soldi raccolti (che tipo di titoli verranno acquistati, a quali prezzi, su quali mercati, con quali profili di rischio - di tasso di interesse, di cambio o di controparte - e se e quali strumenti di copertura verranno utilizzati a fronte di tali rischi).Spesso capita di firmare contratti e moduli senza averli prima letti o, addirittura, senza che siano stati compilati delegando poi l’intermediario a riempirli. E' una prassi pericolosissima, che apre la possibilità ad operatori disonesti di commettere abusi che nei loro effetti potrebbero non discostarsi molto da quelli che possono verificarsi se consegnamo un assegno con la cifra in bianco. Il controvalore dell'investimento deve essere consegnato utilizzando esclusivamente i mezzi di pagamento previsti dal contratto. Nel caso si venga contattati da un promotore finanziario, poi, non bisogna mai effettuare versamenti di denaro in contante, né con assegni privi di intestazione oppure intestati al promotore; bisogna utilizzare sempre, invece, assegni bancari o circolari, intestati (o girati) a nome dell'intermediario per il quale il promotore opera ovvero del soggetto i cui servizi o prodotti sono offerti e muniti della clausola "non trasferibile". E' anche possibile utilizzare il bonifico o strumenti similari, ma anche in questo caso mai a favore del promotore finanziario. Seguire queste prescrizioni diminuisce il rischio di brutte sorprese. (sintesi da Consob) 

 

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