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Convegno "La tutela del risparmio, garanzia per il Paese" 2

 diapositiva1.jpg                                                                                  Roma, 13 luglio 2010 - Si è discusso oggi di "tutela del risparmio, garanzia per il Paese" in un convegno alla Camera dei Deputati, presenti Bruno Tabacci, vice presidente Commissione V (Bilancio, Tesoro e Programmazione), Roberto Serrentino, docente di Scienza delle Finanze nell’Università e-CAMPUS, Novedrate, Franco Di Grazia, vice presidente Co.N.A.P.A., Gregorio Antonio Greco, dottore commercialista, Laura Serafini, de Il Sole 24 Ore, e Carlo Carbone, autore del volume "Le ragioni dei risparmiatori nelle cause contro le banche per la cessione delle obbligazioni corporate", presentato durante il convegno. Il tema non potrebbe essere più attuale, in quanto proprio qualche settimana fa l’Italia ha portato a casa, dal Consiglio europeo, un importante successo legato all’obbligo di includere tra i criteri di indebitamento di un paese anche il concetto di "debito aggregato".

Infatti il criterio previsto dal trattato di Maastricht per il calcolo dell’indebitamento ai fini della sostenibilità si limita al rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Da questo punto di vista l’Italia si trova in una posizione critica con un rapporto pari al 118% sul PIL., mentre i paesi membri dell’UE dovrebbero tendenzialmente mantenersi sulla soglia del 60%. Ma se aggreghiamo altri fattori, quali il risparmio privato e il debito delle famiglie (in Italia particolarmente elevato il primo e mediamente basso il secondo), il dato che emerge ci porterebbe tra i paesi europei più "virtuosi". Altrimenti non si riuscirebbe a comprendere come mai la Spagna che ha un rapporto debito/PIL di circa il 65% è presa di mira dagli speculatori per insostenibilità del proprio debito e l’Italia, il cui rapporto è quasi doppio, viene considerata meno esposta a crisi finanziarie.

Il risparmiatore resta comunque il grande assente nel dibattito concernente la materia finanziaria. Oggi, infatti, nonostante la legge sul risparmio e la Mifid, il limite del doppio del patrimonio rispetto all’entità del prestito obbligazionario può essere disatteso ove si tratti di obbligazioni dirette agli investitori istituzionali o di emissioni da parte di società quotate le cui obbligazioni siano destinate alla quotazione, e il prospetto informativo è obbligatorio solo per il canale del collocamento al pubblico risparmio.

Il convegno è stato l’occasione per chiedere attraverso un’iniziativa parlamentare che siano ristabilite le norme che impongono, per il collocamento dei prestiti obbligazionari, anche all'estero, il tetto del doppio del patrimonio dell'emittente e che, in ogni caso, tali collocamenti, al di là del canale utilizzato, siano dotati di prospetto informativo.

 

 
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