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Convegno "La Tutela del risparmio, garanzia per il Paese"
                                                                                   diapositiva1.jpgRoma, 12 luglio 2010 -  Il tema del convegno "La tutela del risparmio, garanzia per il Paese" che si terrà in Roma, Camera dei Deputati, Palazzo S. Macuto, Sala del refettorio, il giorno 13 luglio 2010, ore 10,30, non potrebbe essere più attuale, in quanto proprio qualche settimana fa l’Italia ha portato a casa, dal Consiglio Europeo, un importante successo che si lega molto ai discorsi che verranno affrontati.

Ci si riferisce all’obbligo che, in futuro, per stabilire i criteri di indebitamento di un paese, sia incluso anche il concetto di "debito aggregato".

Il criterio previsto dal trattato di Maastricht per il calcolo dell’indebitamento ai fini della sostenibilità è il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo.

Da questo punto di vista l’Italia si trova in una posizione critica.

Esso, infatti, è pari al 118% sul P.I.L.

Sappiamo che secondo i parametri del trattato di Maastricht i paesi membri dovrebbero tendenzialmente mantenersi sulla soglia del 60%. Ma se aggreghiamo altri fattori, che pure incidono ai fini della sostenibilità del debito di un paese, quali il risparmio privato, ed il debito delle famiglie, in Italia particolarmente elevato il primo e mediamente basso il secondo, il dato che emerge ci porta tra i paesi europei più ricchi, rendendo giustizia sulla realtà dei fatti.

Sotto questo profilo, quindi, il risparmio, e, soprattutto, l’azione di tutela dello stesso, rappresenta la vera garanzia del Paese, la sua ricchezza, va quindi tutelato.

Il risparmiatore resta il grande assente nel dibattito concernente la materia finanziaria.

Oggi, rispetto al passato, nonostante la legge sul risparmio e la Mifid, il limite del doppio del patrimonio rispetto all’entità del prestito obbligazionario (vedi art. 2412 cod. civ.) può essere superato ove si tratti di obbligazioni dirette agli investitori istituzionali e nell’ipotesi di emissioni da parte di società quotate le cui obbligazioni siano destinate alla quotazione, ed il prospetto informativo è obbligatorio solo per il canale del collocamento al pubblico risparmio.

Si tratta di garantire la sostenibilità del debito dell'emittente e, quindi di impedire che società critiche dal punto di vista finanziario accedano al mercato del risparmio.

Premesso che il risparmio rappresenta un valore attraverso il quale il Paese si gioca la carta della credibilità in Europa, il convegno sarà l’occasione per chiedere che siano ristabilite le norme che impongono, per il collocamento dei prestiti obbligazionari, anche all'estero, il tetto del doppio del patrimonio dell'emittente, e che, in ogni caso, tali collocamenti,  al di là del canale utilizzato (collocamento privato piuttosto che collocamento al pubblico risparmio) siano dotati di prospetto informativo.

 
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